Thursday, 14 May 2015

Four Seconds to Lose - Quattro secondi per perderti (Ten Tiny Breaths #3)

Quattro secondi per perderti - Four Seconds to Lose (Ten Tiny Breaths #3) di K. A. Tucker - Newton


TRAMA

Cain ha ventinove anni e gestisce il suo strip club, l’unico locale in città in cui non gira droga e le ragazze non si prostituiscono. Lui cerca anzi di proteggerle come può, senza tuttavia farsi mai coinvolgere personalmente. La regola numero uno per Cain è tenere gli affari di cuore, e di letto, fuori dal Penny’s. Ma quando la bionda Charlie Rourke entra nel suo ufficio per un colloquio di lavoro, le cose si complicano… La giovane Charlie è fatalmente attratta dal suo capo tenebroso, anche se qualcosa di molto più grande di lei richiede la sua attenzione e non c’è tempo per le storie d’amore: travestimenti, appuntamenti segreti, viscidi trafficanti di droga e un passato avvolto nel mistero sono il pane quotidiano della bella spogliarellista.
Un incontro ravvicinato bollente e inatteso cambia le cose per tutti e due, ormai travolti dalla passione. Ed è proprio per proteggere il suo grande amore che Charlie dovrà fuggire lontano, lontano da lui.

RECENSIONE


Sono convinto che alcune persone siano cattive per natura.
Sono convinto che il senso di colpa sia un potente motivatore.
Sono convinto che la redenzione sia qualcosa per cui puoi lottare ma che non otterrai mai pienamente.
Sono convinto che le seconde occasioni esistano solo nei sogni, mai nella realtà.
Sono convinto che non hai a disposizione anni, o mesi o settimane per avere impatto sulla vita di una persona.
Hai secondi.
Secondi per conquistarla, e secondi per perderla.

Terzo libro della serie Ten Tiny Breaths di K. A. Tucker, terzo libro che mi è piaciuto ma non mi ha completamente conquistata.
Dopo aver terminato la lettura dei primi tre capitoli devo confermare che il primo è il mio preferito, soprattutto perché i personaggi hanno avuto un impatto decisivo in me.
Le storie pregresse di Kacey e Trent sono di gran lunga più coinvolgenti, più strazianti se vogliamo e mi sono rimaste dentro a lungo, forse ancora oggi.

C’è stato un momento durante la lettura in cui avevo quasi creduto che questo libro fosse il migliore, che finalmente avessi trovato tutto ma dico proprio tutto quello che cerco in un romanzo, ma poi la speranza è svanita con lo scorrere delle pagine, soprattutto avvicinandomi alla fine.

Cain e Charlie vengono da due storie diverse ma non totalmente, che scopriamo mano a mano, ma che mi mi hanno lasciata un po’ perplessa, forse per la rapida conclusione di entrambe. 
Per tutto il libro ci vengono svelati particolari, segreti, retroscena, ma quando si arriva al climax, al punto focale, al momento in cui si affronta la realtà dei fatti, tutto viene liquidato in poche pagine e con una risoluzione a mio avviso affrettata e poco credibile. 
Va bene, è un romanzo, ci sta tutto, e a me piace sognare che ogni cosa si possa sistemare e voglio crederci, fino in fondo, ma il modo scelto per “sistemare” le cose (cerco di spiegarmi senza fare spoiler) non mi ha convinta e non mi è sembrato per nulla credibile.

Dov’è finita la paura di Charlie? Il suo futuro a rischio? Sembrava tutto così impossibile, così difficile, così impensabile e poi, arriva Cain e sistema tutto con una visita o un paio di telefonate?
Chi sei, Cain, il giustiziere della notte?

E veniamo proprio a Cain, questo macho tutto muscoli e virilità, che tutto vede e tutto sa, a cui basta una telefonata per avere quello che vuole, per aiutare il mondo intero, per controllare le vite altrui. 
Insomma, non è un po’ troppo tutto?
Il suo personaggio non mi ha conquistata, forse sono allergica a questo tipo di maschio Alpha che tutto può e che fa quello che cavolo gli pare anche andando contro ogni principio o legge che sia.
Maniaco del controllo, onnipotente, iperprottettivo, possessivo, irascibile, scontroso, incazzoso, però bello eh, e forte e sexy, ci mancherebbe. 
Sarà un problema mio, ma questo generi di maschi non mi attira per niente. Non mi faccio abbindolare dal personaggio maschile che fa innamorare chi legge, vado oltre, cerco riscontro nella storia, cerco coinvolgimento, emozioni, speranza, voglio essere rivoltata come un calzino.
Qui a essere sincera, ho sbadigliato per almeno una cinquantina di pagine perché la narrazione ha decelerato e ha perso ritmo durante la lettura. 
Diciamo che quelle cinquanta pagine le avrei tagliate.

Il personaggio di Charlie non l’ho inquadrato fino in fondo. All’inizio mi aveva intrigato, questa ragazzina che cerca di fuggire da una vita che gli è stata non proprio gentilmente imposta, che per paura si presta a cose a cui non dovrebbe, che cerca disperatamente una via d’uscita, ovviamente nel modo peggiore e che poi dimentica ogni cosa per due braccia possenti e addominali scolpiti.
Ehm.

È la donna che ha rubato il mio cuore prima ancora che mi rendessi conto 
che ci aveva messo le mani sopra.


Ancora non ho capito come abbia fatto a rubargli il cuore. Forse con il vestitino giallo? Il palo?
Non ho molto da dire su di lei perché è uno di quei personaggi che passano e vanno, come se nulla fosse davvero accaduto.

Il mio giudizio complessivo su questo romanzo è abbastanza positivo in ogni caso perché l’autrice sa come intrecciare e sviscerare storie, apprezzo tantissimo il richiamo ai personaggi dei precedenti libri, non è facile continuare a rendergli omaggio intersecando le vite di tutti, di questo gliene do atto, come le do atto del fatto che la sua sia una scrittura davvero piacevole (calo di palpebra a parte), scorrevole e intrigante. Diciamo che sa come acchiappare la preda all’amo.

Non andiamo oltre le tre stelle, però, perché troppi punti interrogativi sulla risoluzione e il dilungamento nella parte centrale hanno reso questa lettura buona, ma non eccellente.









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