Wednesday, 5 November 2014

Losing it - Credevo che il cielo fosse azzurro

Losing It - Credevo che il cielo fosse azzurro (Losing It #1) di Cora Carmack - Edizioni Anordest


TRAMA

Bliss Edwards ha ventidue anni e le manca solo un semestre per finire il college. È intelligente e carina, ma tremendamente timida e insicura. Questa sua insicurezza la rende goffa e in particolare con i ragazzi non sa davvero come comportarsi. In più c’è un problema: è l’unica tra le sue amiche ad essere ancora vergine. Anzi, per lei non è esattamente un problema, però quando lo confessa a Kelsey, la sua migliore amica, questa non le lascia scelta: la situazione dev’essere risolta a tutti i costi. E il modo più veloce e semplice per perdere la verginità è l’avventura di una notte. Ma il suo piano si rivela tutt’altro che semplice. Quella sera Bliss incontra Garrick, un ragazzo stupendo con cui scatta subito una forte attrazione, ma arrivata al dunque, Bliss scappa via con una scusa a dir poco strampalata. Come se la cosa non fosse stata già abbastanza imbarazzante, il giorno dopo, a lezione, scopre che in realtà Garrick è Mr. Taylor, il suo nuovo professore di teatro.


RECENSIONE

Carino, divertente, in alcuni passaggi addirittura scanzonato. Losing it - Credevo che il cielo fosse azzurro è un romanzo delizioso del genere New Adult che però non ne presenta tutte le caratteristiche. In questo romanzo i due protagonisti non sono affetti da drammi esistenziali né inseguiti da un passato doloroso; sono semplicemente due ragazzi che vivono un’esistenza tranquilla, senza troppi scossoni, fino al loro incontro: l’attrazione è palpabile fin dalle prime battute.

Bliss è una ragazza carina e ironica, un po’ impacciata a volte, arrivata all’età di ventidue anni ancora vergine, ma non ne fa un problema vero e proprio. Semplicemente per lei non è arrivato ancora l’amore, non ha ancora incontrato la persona giusta per concedersi per la prima volta.
Garrick è inglese, affascinante ovviamente, ma non il classico macho imbronciato e pieno di problemi che siamo abituati a incontrare in libri dello stesso genere. 
Niente tira e molla dolorosi, niente ripensamenti, nessuna voglia di prendere a schiaffi lui o lei per i loro comportamenti.

I due protagonisti avvertono subito l’alchimia fisica che c’è tra loro, preludio di un sentimento che nascerà poco a poco, tenuto a freno e nascosto per un unico motivo: Garrick è il nuovo professore di Teatro di Bliss.

Un amore che arriva con una semplicità e una spontaneità tali che non può non farvi sorridere e piacevolmente rilassare per tutta la lettura. 

Riappoggiò la schiena all'indietro, allontandosi da me, ma lasciò le mani strette sullo schienale della mia poltrona. 
"Sei andata a letto con lui?"
"Come? No!"
Non si piegò di nuovo verso di me, ma le mani sulla poltrona si rilassarono. Una delle sue nocche mi sfiorò il braccio. 
"Bene..."
"Garrick..." Stava entrando in quel territorio in cui non dovevamo entrare.
Sorrise sfacciatamente. "Che c'è? Il fatto che io non possa averti subito non significa che mi stia bene che ti abbia lui."
Il mio cervello inciampò di nuovo in quel subito, ma allontanai con la forza i miei pensieri da quella parola. 
"Farò finta che tu non abbia appena parlato di me come di qualcosa da possedere".
"Non possiamo possederci a vicenda?"
Se i cervelli avessero un orgasmo, sono certa che proverebbero quello che stavo provando io.

In questo romanzo, primo della serie omonima, non si versano lacrime e non si viene colpiti dall’ansia di voltare pagina il più in fretta possibile per sapere quale sarà il destino dei due protagonisti e questo non rappresenta un deterrente nella lettura stessa. A volte fa piacere leggere qualcosa di distensivo e di piacevole che ci regala alcune ore di puro benessere.
Nonostante non sia un libro che lascerà un segno nel vostro cuore, non potrete non sognare insieme ai due protagonisti e non prendere una cottarella per Garrick, che con il suo accento inglese e i suoi gesti poco eclatanti ma sinceri e dolcissimi, vi farà capitolare ai suoi piedi.

Altra nota davvero positiva in questo romanzo è l’ambientazione e l’estrosità dei personaggi secondari: un gruppo di studenti di Recitazione, aspiranti attori, allegri e inclini alla baldoria, che vi faranno sorridere e che vi regaleranno una lettura senza paranoie e senza ansie.

"Sto dicendo che mi sbagliavo." Fece un passo verso di me e la mia spossatezza scomparve, sostituita da una scarica elettrica sotto la pelle. "Sto dicendo che mi piaci. Sto dicendo che non me ne importa un accidente se sono il tuo insegnante."

Un libro dolcissimo, una scrittura straordinariamente semplice, forse, ma cosa importa? A volte tutto ciò che chiediamo a un libro è di regalarci qualche emozione e qualche sorriso, che non ci cambieranno la vita, ma che ci lasceranno una sensazione di benessere e di distensione mentale.
Carino, davvero, molto. Non vedo l’ora di leggere gli altri libri della serie per poter conoscere a fondo gli altri protagonisti, anche se Bliss e Garrick avranno sempre un posticino speciale.

Quattro stelle per questo romanzo ben riuscito, mai pretenzioso e assolutamente godibile.

















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