Buongiorno a tutti!
Oggi mi andava di scrivere questo post perché mi sono svegliata troppo presto, non ho bevuto ancora abbastanza caffè e sono in piena crisi d'identità.
Alcuni di voi ormai sapranno che il terzo libro della mia serie Tre minuti di me è uscito da pochi giorni e la cosa mi riempie di ansia - ovviamente - ma anche di un pizzico di soddisfazione, perché per scrivere la mia trilogia ci è voluto molto, in termini di tempo, di impegno e di passione, le stesse cose che metto in ogni cosa che faccio, che si tratti di me medesima o che si tratti del mio lavoro.
Il fatto è che sono una persona iperattiva, passionale e multitasking. Mi piace fare tante cose, mi piace tenermi impegnata e dedicarmi sempre a nuovi progetti: sono così nella vita privata come in quella lavorativa.
E allora, perché questo post?
Semplicemente perché ci tenevo a chiarire alcuni punti.
Mi piace scrivere, ok? Mi piace inventare storie e creare personaggi. Adoro parlare di sentimenti, di tragedie - eh sì - di rapporti familiari o sentimentali, e di tutto quello che la mia fantasia riesce a partorire.
Mi. Piace.
Le parole sono la mia vita, che si tratti di scriverle, di leggerle o di pubblicarle. Sono tutte sottocategorie, se vogliamo, della mia passione e non voglio rinunciare a nessuna di queste.
Amo il mio lavoro e ci metto tutta me stessa. Scovare nuovi autori, aiutarli a venire fuori nel mio piccolo, pubblicare i loro libri e promuoverli al meglio delle mie possibilità. Non esiste altro lavoro per me, non potrei farne un altro. Il lavoro è parte integrante e fondamentale della mia vita e non vi rinuncerei per nulla al mondo. Non è stato facile mettere su il progetto della casa editrice e non è facile mantenerlo vivo e attivo ogni giorno, ma non mi lamento, so che deve essere così e va benissimo per me; i sacrifici li faccio senza neanche pensarci e affronto con entusiasmo ogni nuova sfida.
Questo però non vuole dire Antonella = Casa Editrice.
Antonella è una persona fisica, con una mente e un corpo propri. La Casa Editrice è solo il mio lavoro.
Ad Antonella piace anche scrivere - sto parlando in terza persona, vedete che ho una crisi d'identità'? - e non vuole smettere, perché la rende felice e la fa stare bene. Antonella pubblica i suoi libri con la sua Casa Editrice perché crede nel suo progetto e lo porta avanti, che senso avrebbe andare a pubblicare altrove? Non sarebbe come andare contro i propri ideali?
Insomma, quello che sto cercando di dire è che mi piace fare entrambe le cose e non voglio rinunciare a nessuna delle due.
Per molto tempo ho pensato di scegliere, credevo che la Casa Editrice mi sarebbe bastata e allora ho smesso, per alcuni anni, ma sapete qual è la verità? Mi sentivo INCOMPLETA. Esatto, è così che mi sento quando rinuncio a scrivere, sento come se mi mancasse una parte importante di me. Mi sento frustrata, infelice, triste. E non voglio sentirmi più così.
Immaginatemi come una mela, perfettamente divisa a metà.
Perché avevo smesso? Perché mi ero stancata di sentirmi additata, di sentirmi dire che facevo solo i miei interessi, di sentire autori lamentarsi del fatto che ci fossero i miei libri in catalogo, di sentirmi dire che promuovevo me stessa e non loro, di sentirmi dire ho creato una casa editrice solo per pubblicare i miei libri.
Lo so, non dovrei farmi influenzare da fattori esterni, ma la cosa mi aveva ferita e delusa. Non dovrebbe interessare a nessuno come decido di impiegare il mio tempo, se tra il catalogo dei libri pubblicati ci sono anche i miei, se promuovo il mio libro come faccio con tutti, se ho una mia pagina o un mio blog.
Giusto?
C'è una netta distinzione tra ciò che faccio nei miei profili e nelle mie pagine e quello che faccio in quelli legati alla Casa Editrice. Quello che faccio da me sono AFFARI MIEI non vostri. Se ho una pagina e mi va di metterci 10 o 100 post al giorno sono AFFARI MIEI.
Quello che faccio da autrice è quello che dovrebbero fare anche gli altri autori: farsi conoscere sotto altri aspetti, mostrare un po' di se stessi, i propri interessi, le proprie letture o quello che più vi pare. Perché mettere il link acquisto del vostro libro una volta ogni tanto non vi porta da nessuna parte. CHIARO?
Sono un po' acida stamattina, vi avevo avvisati, ma sono anche molto stanca e stufa di questa situazione.
Faccio quello che mi piace fare, se avete problemi la porta è sempre lì, basta infilarla. Nessun rancore. Inutile fare i bambini offesi, ignorare la Casa Editrice o non condividere le iniziative perché volete fare un dispetto a me. Il dispetto o il danno, lo fate in primis a voi stessi.
Ora vado a bermi un altro litro di caffè sperando che questa giornata migliori.
Pace a tutti.
Anto
Giornataccia, a quanto vedo. Mi dispiace moltissimo per questa crisi d'identità, davvero e mi dispiace ancora di più il fatto che la causa sia in un certo senso la tua ragione di vita. Non ti scrivo: "Va' avanti, fatti scivolare tutto addosso" perché ti conosco, ormai. Sei una persona sensibile, cara Antonella ed è difficile far finta che determinate cose non siano mai accadute. I tuoi libri meritano la loro occasione come tutti gli altri, io ti appoggio e ti auguro possa riprenderti quanto prima :*
ReplyDeleteBenedetto il caffè e chi l'ha inventato! Buona giornata a tutti!
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