Monday, 24 August 2015

I miei tre minuti per te - ultimo capitolo della serie Tre minuti di me

Eccoci arrivati al giorno fatidico.
Da domani l'ultimo capitolo della serie Tre minuti di me sarà in vendita in tutti gli store online e in libreria, in versione digitale e in versione cartacea.

Cosa dire, sono in parte triste e in parte emozionata, senza contare quella buona dose d'ansia che mi caratterizza di natura e che in questi momenti triplica senza pudore, ma ci siamo, siamo in ballo e continuiamo a ballare.

E allora oggi vi presento personalmente la mia ultima fatica e non lo dico tanto per dire. Scrivere questa serie mi ha completamente prosciugata di emozioni, di passione, di tutto quello che volevo e potevo metterci.
Perché questa serie racconta la storia dei miei personaggi, amici, compagni d'avventura e tumulto di speranze, sentimenti e sbagli, perché per me e per tutti coloro che vivono di parole, che le scrivano di proprio pugno o che le leggano avidamente, i personaggi dei libri sono proprio come le persone reali, perché se anche vivono tra le pagine, sono individui che potrebbero rappresentare noi, la nostra vicina di casa, uno dei nostri amici o quello sconosciuto che per strada ha attirato la nostra attenzione.

I libri sono qualcosa di serio e di fondamentale, così come i personaggi che li popolano e guai ad affermare il contrario.

Mettiamo da parte i sentimentalismi per adesso e passiamo alle cose pratiche.
Vi ricordo dati, trama e cover - ma quanto è bella? - de I miei tre minuti per te.


Titolo: I miei tre minuti per te (Tre minuti di me #3)
Autore: Antonella Senese
Editore: Libro Aperto International Publishing
Genere: New Adult
Pagine: 240
ISBN cartaceo: 9781910442333
ISBN eBook: 9791910442357
Link acquisto Amazon
Sito Web autrice: www.antonella-senese.com

«Ho perso la persona più importante della mia vita anche se mi rendo conto, in questo momento, che non l'ho mai avuta. È sempre stata sua.»

Amie se n’è andata, lasciandosi tutto alle spalle. La sua vita a New York scorre tranquilla e lei spera di poter ricominciare da zero, contando solo sulle sue forze, e di dimenticare il dolore per la perdita e l’amore.
Adam sta registrando il suo primo album. La sua carriera sta per decollare, è sereno e in pace con se stesso. Finalmente è riuscito a dare un taglio netto agli eccessi e ad accantonare la rabbia e la sofferenza grazie alla sua musica.
Jess non riesce ad accettare il rifiuto e l’abbandono di Amie e in preda alla disperazione, prende una decisione che potrebbe cambiare la sua vita per sempre, e non solo la sua.
I ricordi però non possono essere cancellati e il passato torna, per tutti, trascinandoli di nuovo al punto di partenza e mettendoli di fronte alla realtà.
Cosa riserverà loro il futuro?


E ora una piccolissima anteprima :)


Il taxi si ferma proprio davanti al portone della palazzina. Jen è seduta sui gradini, mi sta aspettando.
Pago il tassista, prendo un bel respiro e apro lo sportello dell’auto, trascinando con me la piccola valigia preparata per questo breve viaggio.
Ho dovuto lasciare il lavoro per qualche giorno, il mio capo non ne era particolarmente entusiasta, ma gli ho spiegato che dovevo fare una cosa alla quale non potevo sottrarmi.
Non so ancora come mi sento riguardo questa storia. Volevo vendere questa casa per liberarmi del peso che mi porto dietro da oltre un anno a questa parte. Sentivo il bisogno di ricominciare altrove, per potermi definitivamente lasciare alle spalle la tragedia che mi ha strappato la mia famiglia e che mi ha lasciata sola al mondo.
Ora che sono qui i miei sentimenti sono contrastanti: da un lato non vedo l’ora di firmare i documenti, salutare Jen e zia Ann e prendere il largo il più in fretta possibile; dall’altro, però, sento di avere ancora qualcosa in sospeso, sento che c’è molto di più che qualche scartoffia da sistemare.
In questa casa c’è tutta la mia vita, la vita con la mia famiglia, le loro cose; oggetti, certo, ma è tutto ciò che mi rimane di loro. Pensare che dovrò rivangare ogni secondo trascorso con loro tra queste mura, selezionando e inscatolando i loro effetti personali mi fa tornare indietro, a come ero un bel po’ di mesi fa, sola, sconfitta, disperata, prima d’incontrare i due uomini che mi hanno cambiato la vita.
Questa casa mi ricorderà anche loro, proprio quando credevo di averci davvero messo una pietra sopra.
«Ehi, sei qui!»
Jen si alza in piedi e mi corre incontro, nonostante i suoi tacchi alti.
«Tesoro, quanto mi sei mancata!»
La stringo forte e la bacio più volte; anche lei mi è mancata tantissimo. Questi mesi lontane sono stati difficili, lei per me è stata tutto, la mia famiglia, l’unica persona rimasta.
«Allora, com’è andato il viaggio?» mi chiede, togliendomi la valigia dalle mani.
«Tutto normale, ma sono stanca.»
«Possiamo rimandare a domani se vuoi, se preferisci riposare.»
«No, va tutto bene, preferisco cominciare subito, ho i giorni contati.»
Apriamo il portone ed entriamo. Jen mi precede al piano di sopra, dove ci sono le cose che più m’interessano.
Salgo le scale lentamente, fissando le foto alle pareti, una per ogni scalino, una per ogni Natale trascorso insieme. Mi si stringe il cuore e m’irrigidisco sulle gambe quando mi fermo davanti alla foto dell’ultimo Natale insieme, l’ultimo prima dell’incidente. Eravamo in sala musica: mamma al piano, papà al sax ed io cantavo, con loro, per loro. Indossavamo tutti e tre uno di quei maglioncini orrendi con le renne in pieno stile natalizio e Jen ci ha scattato questa foto. Se avessi saputo che quello sarebbe stato l’ultimo Natale insieme, avrei cercato di renderlo speciale, di lasciare un segno, qualcosa che li rendesse fieri di me e che permettesse loro di andare via con il cuore in pace.
E invece sono andati via e basta, senza sapere cosa ne sarebbe stato di me. Be’, non credo che ora sarebbero orgogliosi di quello che faccio.
Ho lasciato la facoltà, quella che abbiamo sempre sognato insieme. Sto per vendere la casa, quella che hanno pagato con tanti sacrifici pur di non pesare su di me. Ho lasciato la nostra città, quella in cui si sono conosciuti e amati e dove hanno dato alla luce me.
Delusi su tutta la linea, quindi. Tutto quello che ho lasciato era il nostro sogno, di tutti e tre, non il mio.
Senza di loro non ha più senso. Nulla di tutto questo avrebbe senso.
«Tesoro» Jen mi riporta al presente. «Ha chiamato l’avvocato, dice che il nuovo proprietario sta venendo qui.»
«Adesso?» chiedo, sbuffando e lasciandomi cadere sul divano. «Che tempismo perfetto!»
«Pare voglia incontrarti per discutere di alcune cose... gli ho detto che andava bene, anche perché pensavo volessi concludere in fretta.»
«Hai fatto bene, tranquilla. Anzi, meglio, così potrò chiudere questa storia il prima possibile.»
«Bene, mettiamoci al lavoro. Da dove cominciamo?»
«Direi dalla sala musica.»
«Mi sembra ovvio» dice, facendomi l’occhiolino e prendendomi per un braccio per farmi alzare.
Comincio con il riordinare i dischi di papà, passando la mano sulle copertine impolverate, sospirando di una leggera malinconia. Nat King Cole, Bill Evans, J. J. Johnson, cercando di decidere quali portare via con me e quali lasciare nel garage di zia Ann. Vorrei portare via tutto, ma proprio non saprei dove metterli.
All’improvviso sentiamo suonare alla porta.
«Deve essere lui» mi dice Jen, sfiorandomi il braccio. «Ci penso io» e scompare giù per le scale.
Mi tiro su e mi sistemo la gonna un po’ sgualcita per il viaggio. Mi guardo velocemente allo specchio per sistemare alcune ciocche ribelli dietro l’orecchio e sento dei passi avvicinarsi.
Mi apposto dietro la porta socchiusa e cerco di dare un’occhiata senza essere notata, vorrei sapere con chi ho a che fare, prima almeno di trovarmi faccia a faccia con lui.
L’uomo si ferma in salotto e resta in piedi di fronte a Jen dando la schiena alla porta della sala musica. Non posso sentire quello che si stanno dicendo perché ho la musica troppo alta e se abbassassi adesso il volume lo noterebbero e si volterebbero verso di me.
È ben vestito, indossa un completo scuro e ha in mano una ventiquattrore. Molto alto, capelli chiari, appena un po’ lunghi ma ordinatamente riposti dietro le orecchie. Sembra uno di quei manichini in doppio petto, un uomo d’affari, sempre impegnato e pieno di sé. Immagino vorrà acquistare questa casa per la sua famiglia, sempre che l’abbia. D’altronde non dovrebbe interessarmi chi verrà a vivere qui dopo di me, ho
voluto vendere e ora ne devo accettare le conseguenze. Mi sporgo ancora un po’ per cercare di sentire cosa si stanno dicendo. Jen sembra tesa e si sforza di sorridere, ma vedo il suo volto tirato. Spingo sulla maniglia, restando su un piede solo, ma perdo l’appoggio e la maniglia mi sfugge di mano, facendomi spalancare la porta di colpo e restando a mezz’aria per non cadere.
Jen sgrana gli occhi vedendomi in preda al panico e l’uomo si volta.
E tutto si ferma.
Tutto precipita.
Tutto torna al punto di partenza.

In questo terzo capitolo ci saranno due brani inediti scritti e interpretati dalla mia band di fiducia, i CrewControL. Ascoltateli perché ne vale davvero la pena :)







Ci tengo a ringraziare davvero tanto i ragazzi che mi hanno sostenuta e accontentata in questo lungo viaggio come ci tengo a ringraziare le ragazze del Blog Il Cibo della Mente, che hanno letto in anteprima quest'ultimo capitolo e che hanno curato la sua prefazione.
Grazie Pam e Alex, siete state uniche <3

Le cover della serie sono state realizzate da Pamela - Catnip Design, la mia grafica di fiducia che trasforma in realtà ogni mio desiderio e che ha realizzato anche il mio sito web che è un sogno *__*

Grazie anche a tutte le blogger che in questi giorni mi hanno dedicato il loro tempo per segnalazioni e anteprime e a chi mi scrive per dimostrarmi il suo affetto.

Credo sia tutto, ora vi lascio.
Spero che questa serie vi abbia lasciato qualcosa e che riserverete ai miei personaggi un posto speciale nel vostro cuore.

Vi abbraccio tutti.
Con affetto,

Anto

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