Monday, 22 June 2015

Bad Romeo - Cancella il giorno che mi hai incontrato

 Bad Romeo - Cancella il giorno che mi hai incontrato di Leisa Rayven - Fabbri Editori


TRAMA


Cassandra e Ethan. 
Quando sono sul palco insieme, a nessuno sfugge l’attrazione e la potente alchimia che si sprigiona tra loro appena si sfiorano o si guardano negli occhi. Una passione che toglie il respiro, davanti alla quale è impossibile restare indifferenti. Tanto che all’Accademia d’Arte di New York vengono scelti come protagonisti per lo spettacolo di fine anno, Romeo e Giulietta, la storia d’amore più famosa di tutti i tempi. Però, una volta calato il sipario e smessi gli abiti di scena, il rapporto tra Ethan e Cassandra si rivela complicato e ingestibile. Lei è la classica brava studentessa, timida, ingenua e sempre pronta ad assecondare il prossimo pur di farsi accettare. Ethan invece è bello e dannato, con un volto da angelo ribelle a cui nessuna ragazza può resistere. Lasciarsi sembra l’unica soluzione per continuare a sopravvivere, anche se il dolore è devastante, soprattutto per Cassandra. Rimasta sola a New York deve ricominciare da zero partendo proprio da se stessa e dal suo cuore tradito. Mentre Ethan, baciato dal successo, è in tournée in giro per l’Europa. Anni dopo, scritturati di nuovo per interpretare una coppia di amanti, Cassandra e Ethan si ritrovano sul palco ad affrontare i demoni del loro passato e il fuoco di quella passione che, nonostante il tempo, non ha mai smesso di ardere. Ma può un amore così intenso e lacerante finire davvero?


RECENSIONE


Eccomi di nuovo combattuta mentre scrivo una recensione su un romanzo che ha creato molte aspettative e che sembra piaciuto davvero proprio a tutte.
Ed eccomi di nuovo a mostrare il mio scetticismo e le mie perplessità riguardo una storia che molti definiscono hot, passionale e travolgente, ma che io ho trovato poco convincente, poco incisiva, poco entusiasmante.

Il potenziale c’era. Il romanzo presenta alcuni punti a suo favore che ho apprezzato ma che non sono bastati a farmi assegnare più di due stelle, molto ma molto sofferte.

Innanzitutto mi è piaciuta l’ambientazione: la scuola di recitazione, le lezioni, gli spettacoli, il mondo del teatro, qualcosa che mi affascina da sempre e che adoro ritrovare in alcuni testi. Mi ha ricordato un po’ Losing it di Cora Carmack - ma solo un po’ perché quello è davvero un romanzo che mi è piaciuto molto, semplice, schietto, anche divertente e molto più coinvolgente di questo.

Altro punto a favore, la scelta dello spettacolo di Giulietta e Romeo: amo Shakespeare e amo ancora di più la sua opera. Mi è piaciuto il modo in cui i due protagonisti si sono calati nei personaggi, lasciando fluire le loro vere emozioni nella recitazione, riuscendo a trovare un’alchimia e un’intesa che sul palco ovviamente fa scintille, anche se nella vita reale ne fa un po’ meno.

Veniamo ora ai punti dolenti.
Il titolo: perché? Era necessaria quella traduzione? Mi piacciono i titoli originali, capisco che trasportato in un’altra lingua un romanzo possa aver bisogno di una traduzione del titolo che si sposi meglio con una scelta editoriale, ma cavoli, qui ci stava tutto assolutamente. Breve, d’impatto e di grande effetto. Dunque… ancora, perché? 
La copertina: mai giudicare un libro dalla copertina, ma anche qui, quella originale, sebbene semplice e di pochi elementi, era di gran lunga più incisiva. La copertina scelta per la versione italiana molto meno, solita scelta editoriale, solito cliché. 

Passiamo adesso ai punti dolentissimi nella trama.
Lei. Lei. Lei e ancora Lei.
Personaggio insulso, imbarazzante, infantile fino allo sfinimento e in piena crisi ormonale. Capisco cara Cassie che tu non abbia mia fatto sesso, ma per favore, datti un contegno! Sbavare in quel modo dietro un ragazzo ti fa sembrare abbastanza stupida e servile. Datti una regolata, conquistalo, ok, ma non prostrarti ai suoi piedi implorandolo di farti sua. Un po’ di dignità, su.

“Mi hai baciato” mormoro.
"Non volevo. Eri nel panico, volevo aiutarti.”
“Infilandomi la lingua in bocca?”
“Non ti ho baciato con la lingua.”
“È rimasto un po’ di panico. Forse, se la usi…”

E i suoi diari… ci vorrebbe una parentesi a parte per le descrizioni degli attributi di lui… andiamo, abbastanza patetico.

“Ho un’idea folle” dice Holt.
“Comporta l’uso della lingua?”
“No.”
“Peccato.”

Lei non mi è piaciuta mai, neanche in una riga. Il suo comportamento del prima e dopo proprio non mi ha convinto mai. Prima, ragazzina insicura, in preda agli ormoni, pronta a concedersi in ogni momento della giornata, che implora lui per farglielo vedere (oh mamma). Dopo, da “donna”, la troviamo ancora insicura, in preda agli ormoni, pronta a concedersi sì ma qui la troviamo più dura (ma dove) e più restia (ma forse) a gettarsi fra le sue braccia.
Mmm. Mmm. Mmm.
Perplessità a non finire.

“Cassie …”
Lo fermo con un bacio. “Dimmi che mi desideri.”
“Sai che è così, ma…”
“Allora fai l'amore con me.”
Lui abbassa la testa ed espira. “Tu meriti...”
“Te. Io merito te. Smettila di metterlo in dubbio e fai l'amore con me. Hai detto che volevi che la mia prima volta fosse speciale. Be', rendila tale. Io voglio che sia tu. Non lo capisci? Questa è la cosa più speciale che tu possa darmi. Ti prego.”

Veniamo a lui. Holt. Sarai pure figo, sarai bello e dannato, sarai sexy e affascinante, ma sei pur sempre un coglione. Ecco, l’ho detto.
Tralasciando il fatto che ci siano voluti 2/3 del libro per capire perché tu fossi così stronzo, ma anche dopo averlo scoperto, non ho capito fino in fondo perché negarsi in quel modo. Va bene, sei stato tradito, nel peggiore dei modi quando avevi quanti, 16 anni? 18? La fidanzatina del liceo? Mmm (ancora, sono ripetitiva). Riprenditi bello mio, non convinci, no, assolutamente. Mi sei rimasto sulle scatole dall’inizio alla fine.

La passione travolgente di cui ho sentito tanto parlare per me si riduce al solito siparietto che riassumo in poche battute.
Ti voglio.
Non posso dartelo.
Ti prego.
Non posso resisterti ma te lo darei.

Troppo diretta? Troppo riassuntiva?
No, è così. Questo è quanto.
Va bene l’alchimia, c’è e si nota visto che lei va sempre a fuoco, ma resta ferma lì, in sospeso, fino all’unica scena in cui finalmente ce la fanno e poi… finito. Stop. Storia chiusa.
Tutto quel casino montato per 300 pagine viene racchiuso in un’unica, sola volta?
Mmm (lo so, ma non trovo altre parole per esprimere la mia perplessità.)

“Cassie, guardami.” 
Quando io esito, lui posa un dito sotto il mio mento e lo spinge fino a quando non lo guardo. 
“Ho solo bisogno che tu sappia che nel preciso momento in cui sarai pronta a darci un'altra possibilità, ti bacerò come se non ci fosse un domani. Ti bacerò fino a quando non vedrai le stelle e sentirai gli angeli e non riuscirai a stare in piedi per una settimana. Mi auguro che questo sia chiaro.”

Alla fine ho capito perché le cose sono andate in quel modo però non so se sia credibile che dopo tre anni lontani ci sia ancora lo stesso sentimento e la stessa passione tra di loro se sono stati insieme una sola maledettissima volta.
Lui l’ha ferita, sono assolutamente d’accordo e merita di bruciare per questo, ma l’amore non l’ho visto, neanche in una pagina. Ho visto una passione repressa, un desiderio tenuto a freno e tanti ormoni in subbuglio ma amore, no. Me lo son perso.

“Lo vedo. Ma sai cosa mi uccide?” C'è della frustrazione nella sua voce affilata. “Cosa mi distrugge di ogni sessione di prove? È che io posso anche essere qui, nel letto con te, baciandoti e fingendo di fare l'amore e... sentire ancora la tua mancanza. Perché non è reale. E io voglio che lo sia. Lo voglio così dannatamente tanto.”
Provo a deglutire, ma non ci riesco. Vorrei guardare altrove, ma è impossibile.
Un caleidoscopio di rimorso riempie i suoi occhi . 
“Cassie, mi sentivo come un fantasma quando ero lontano da te. Ora voglio sentire di essere ancora reale.”

Va bene, sono stata troppo dura, in ogni caso è un romanzo nella media, leggibile e molto scorrevole. Lo stile dell’autrice è semplicissimo e ti porta a finire la storia in poche ore e questo è sicuramente un bene. Alcune parti sono anche stranamente ironiche e mi hanno fatto sorridere e questo gli ha fatto conquistare quella mezza tazza in più.

Avrei apprezzato un punto di vista maschile: la storia raccontata solo dal punto di vista di lei non mi ha permesso di capire fino in fondo i pensieri e i sentimenti di lui, forse la cosa avrebbe potuto aiutare.

Il finale ha suscitato un po’ di malumore, certo, una scena tagliata di netto non è il massimo, ma non mi ha dato fastidio più di tanto. Attenderò il seguito per dare un giudizio definitivo, sperando di capirci qualcosa in più e di apprezzare di più la storia nella sua interezza. Lo spero.

Due stelle e mezzo sofferte e tormentate.






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