Monday, 10 November 2014

Se mi lasci ti cancello

In questo mondo ultra tecnologico in cui i Social sembrano essere diventati una forma di vita reale, vige la consuetudine di "far fuori" le persone per una sciocchezza. Così, un'incomprensione, un litigio, una parola di troppo o una parola di meno, diventano una ragione valida per cancellare ogni passaggio virtuale di una persona dalla tua "Social Life".
Premettendo che ognuno è libero di agire come meglio crede, personalmente non approvo chi va in giro sbandierando ai quattro venti litigi e dissapori, chi fa la voce grossa con frasi del tipo "Oggi pulizie di primavera" oppure "Oggi ho ripulito contatti inutili" - e potrei andare avanti per molto, ma credo di aver reso il senso.
Io non cancello nessuno o se lo faccio, lo tengo per me, perché la motivazione probabilmente non interessa il prossimo e anche perché, nonostante stiamo parlando di qualcosa sotto gli occhi attenti o meno dei possibili contatti, i motivi di una cancellazione sono strettamente privati.

Non mi dà fastidio chi m'invita a giochi o applicazioni, anche se ripetutamente e anche se non gioco, perché semplicemente non accetto.
Non mi dà fastidio chi m'invita a pagine o gruppi senza chiedermelo, perché sono libera di dire no e di non seguire quel suggerimento.
Non mi dà fastidio chi pubblica spam sul mio diario, perché semplicemente elimino il post, se non m'interessa o se può ledere in qualche modo la mia persona.
Non mi dà fastidio nulla, perché ho scelto di essere in quel determinato Social Network e ne accetto le regole, reali o intrinseche.
Non mi lamento e non attacco chi lo fa.
Non parlo di politica e non commento fatti di politica perché non sono lì per questo.
Non prendo parte a campagne o petizioni perché non sono lì per questo.

Chi mi conosce sa che ho due profili, uno personale con mio nome e cognome e uno dedicato alla casa editrice. 
Nel mio profilo personale sono libera di rispondere o meno a chi mi chiede del lavoro, perché quello è il mio spazio e lo uso come meglio credo.
Nel mio profilo personale sono libera di regalare un "mi piace" a una pagina che davvero m'interessa, o alla pagina di un libro o di un autore, perché lì sono solo io, con i miei interessi e le mie decisioni, ripeto ancora, personali.
Sono libera di accettare o meno richieste di amicizia e di dire la mia, anche se lo faccio raramente e non perché abbia paura di espormi, ma semplicemente perché sono una persona riservata, lo sono sempre stata, è il mio carattere e non cambierò per strappare qualche mi piace o per vendere qualche copia.

Nel profilo dedicato al mio lavoro, non posso regalare "mi piace" ad autori e libri, né lasciare post di spam altrui sulla mia bacheca, se questi riguardano libri di autori che non sono della mia casa editrice e spero possiate capirne il motivo.
Nel profilo dedicato al mio lavoro rispondo ai messaggi di autori o di richieste di informazioni se ci sono, se posso e se, soprattutto, si è in un orario decente, non alle due di notte perché non sono tenuta a farlo.
Nel profilo dedicato al mio lavoro accetto quasi tutte le richieste di amicizia, perché immagino si tratti di persone interessate al mondo dell'editoria o ai libri, in qualunque modo, siano autori in cerca di editori, lettori o semplici curiosi.
Nel mio profilo dedicato al lavoro interagisco con i miei autori, ci scambiamo messaggi, "mi piace", link utili e quant'altro. 
Si tratta di un profilo serio volto a far conoscere la case editrice e non è lì per farsi prendere in giro da chi va e viene a proprio piacimento, che cambia rotta a seconda del vento, che verde d'invidia per il successo altrui boicotta ogni iniziativa, che appena le cose girano in modo diverso pianta in asso tutto e tutti lasciandoti senza una parola, senza una comunicazione ufficiale, senza spiegazioni e senza rispetto alcuno per il lavoro che faccio. Perché per me è un lavoro, non un giochino.
Quindi, se con il mio profilo personale potete andare e venire come vi pare, liberi di bannarmi, bloccarmi o segnalarmi, chiederei gentilmente rispetto per il mio lavoro, perché io ci vivo con quel lavoro e non tollero essere presa in giro, essere esclusa, bannata o bloccata da chi ha dei libri in pubblicazione con la mia casa editrice.

Detto questo - e mi trovo sempre a fare la parte della maestrina che bacchetta - dico che a me piace ridere, ma ridere di gusto e questi meccanismi, questi trucchetti, questi giochetti volti a ledere l'immagine della casa editrice solo perché si lascia un percorso - anche senza giustificazioni e senza preavviso - mi fanno ridere ancora più forte e mi fanno amare la mia vita, quella reale, come non mai.
Perché io ho una vita, fatta di persone vere, di amore, di amicizia, di libri - tantissimi libri - che mi rende felice e completa, mentre chi ti lascia e ti cancella e va in giro a sputtanare tutto ciò che hai fatto per lui, probabilmente una vita vera non ce l'ha o forse non sa come si fa a ridere.

Mi dispiace per questo tipo di persone, davvero, ma l'unico risultato che potrete ottenere con tali comportamenti è di restare soli, sempre di più, tristi e circondati di finzione, di cuoricini, bacini e faccine, che non vi daranno mai la sensazione di essere amati o apprezzati realmente.
Quindi io rido, sempre.
E a voi, che dire... Buona fortuna!


No comments:

Post a Comment