Non cercarmi mai più di Emma Chase - Newton
DESCRIZIONE
Drew Evans è bello e arrogante, fa affari multimilionari nella società di famiglia e seduce le donne più belle di New York con un semplice sorriso. Allora perché è stato per sette giorni con le imposte chiuse nel suo appartamento, triste e depresso? Lui risponderebbe per via dell’influenza. Ma noi sappiamo per certo che non è proprio la verità.
Katherine Brooks è brillante, bella e ambiziosa. Quando Kate viene assunta come nuova associata presso l’impresa di investimento bancario del padre di Drew, il focoso playboy entra in tilt. La competizione professionale che si stabilisce tra i due mette in crisi Drew, l’attrazione per lei è fonte di distrazione e soprattutto portarsela a letto sembra una missione impossibile.
Non cercarmi mai più è il racconto privato, scandaloso e spiritosissimo di un casanova impenitente. Ma, mentre racconta la sua storia, Drew capisce finalmente che l’unica cosa che non aveva mai voluto nella vita, è l’unica di cui adesso non può più fare a meno.
RECENSIONE
Emma Chase è la mia debolezza, lo ammetto. Non sono avvezza a libri di questo genere, ma lei è unica e nessuno sa scrivere un POV maschile come lei.
Provare per credere.
Pungente, ironica, sfacciata, divertente. In una parola, geniale.
Ho adorato ogni singolo paragrafo di questo libro che credevo in un primo momento di bocciare e invece eccomi qui a osannarlo.
Erotico e sfrontato, come il suo protagonista maschile, Drew Evans, che ci racconta, anzi, si racconta in prima persona, trasportandoci nel suo bel mondo dorato, fatto di successo, soldi e donne, tante donne.
Gli uomini hanno in testa il sesso più o meno ventiquattro ore su ventiquattro. Per la precisione, ci pensano ogni 5,2 secondi, o qualcosa del genere. Il punto è che quando voi chiedete 'Cosa vuoi per cena?', noi pensiamo a darvi una ripassata sul bancone della cucina. Quando ci raccontate del film sdolcinato che avete guardato la settimana precedente con le vostre amiche, noi pensiamo al porno che abbiamo visto la sera prima sulla TV via cavo. Quando ci mostrate le scarpe firmate che avete comprato in saldo, noi pensiamo a come starebbero bene appoggiate alle nostre spalle. Credevo voleste saperlo. Ambasciator non porta pena. È una maledizione, davvero.
Drew è un single incallito, sexy, sicuro di sé, cinico quanto basta, un po’ volgare in certi momenti, ma mai finto. Sa di essere un uomo appetibile e se ne approfitta in ogni modo, passando di donna in donna senza concedere mai nulla di più del suo corpo. In un primo momento può sembrare antipatico e arrogante e forse un po’ lo è sul serio, ma la Chase riesce a farcelo amare, pagina dopo pagina.
Il suo mondo perfetto e controllato verrà sconvolto dall’arrivo di Kate, bella, determinata, con la testa sulle spalle, grande lavoratrice e concentrata sulla sua carriera, decisa a non capitolare tra le sue braccia.
Non ho mai dovuto sedurre una donna. È scioccante, lo so. Ma vorrei chiarire, non ho mai avuto bisogno di sedurre una donna prima, non nel senso tipico. Di solito basta un'occhiata, strizzare l'occhio, un sorriso. Un saluto amichevole, forse un drink o due. Dopo di che l'unico scambio verbale comporta brevi frasi di qualche parola come più forte, ancora, più in basso e…
si arriva al dunque.
Drew cercherà di conquistarla a suo modo anche se lei faticherà un po’ a cedere, ma quando finalmente l’avrà fra le sue braccia, capirà di non essere quell’uomo senza scrupoli e invulnerabile per cui si è spacciato per metà libro circa, ma si mostrerà per quello che è realmente, un uomo capace di provare dei sentimenti reali e sinceri per una donna. Ma Drew faticherà ad ammetterlo e prima di conquistare il cuore di Kate, commetterà un errore dopo l’altro, che lo porterà a diventare “umano” ai nostri occhi e per il quale potremmo persino provare una certa empatia.
Le donne s’innamorano prima degli uomini, più facilmente e più spesso. Ma quando s’innamorano i maschi? Noi ci coinvolgiamo di più. E se le cose vanno male, se non siamo noi a scrivere la parola 'fine'? Non riusciamo ad allontanarci a testa alta.
Strisciamo.
Una trama piuttosto semplice, ma uno stile narrativo immediato, senza filtri, sfacciatamente sincero, che ci porta nel mondo di un uomo che non si nasconde, che ci rivela ogni sordido pensiero, che si mostra senza freni con un linguaggio tagliente e sfrontato, che non può che farti restare incollato alle pagine fino alla fine.
Mi son piaciute persino le scene più spinte, semplicemente perché in questo genere di libro e di narrazione, non ci si poteva nascondere, ma bisognava portare avanti la personalità del protagonista fino in fondo, anche nel suo letto.
Ho adorato anche i personaggi secondari, tutti così particolari, con una loro precisa collocazione, nessuno stonato, nessuno fuori dal coro, in particolar modo la sorella di Drew, Alexandra, stronza, cattiva, perfida, ma anche lei di una sincerità sfrontata di quelle che ti mettono di fronte alla realtà anche quando nessuno ha il coraggio di dirti quanto stai da schifo.
"Dio! Oh, Dio!"
"Non è Dio che ti sta scopando, piccola".
Certo sono innamorato, ma sono pur sempre io.
"Drew. Drew. Sì, Drew!”
Dannatamente unico Drew Evans, da prendere a schiaffi in alcuni momenti, ma talmente divertente che non è possibile avercela con lui per più di due pagine.
A causa di questo libro, letto tutto in una delle mie nottate folli, ho avuto i postumi da sbronza da lettura per tutto il giorno seguente e una mente totalmente assente, ma ne è valsa la pena, assolutamente.
Emma Chase, so che non leggerai mai questa recensione, ma sappi che ti amo, sul serio, e che il tuo libro mi ha fatto ridere, dall’inizio alla fine e non è una cosa facile.
Ho letto tutta la serie in verità, mi son piaciuti tutti, ma questo è assolutamente il mio preferito, anche perché la storia raccontata da Drew ha un altro sapore.
E allora, cinque stelle luccicanti (e ne darei altre cinque, credetemi) a questo romanzo che è un turbinio di sfacciataggine, parolacce e sesso bollente, ma che non imbarazza e che ti fa ridere come una cretina, da sola, davanti alle pagine.
Grazie per avermi fatto piangere dal ridere Emma Chase, mi ci voleva proprio.


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