Tuesday, 26 August 2014

Una piccola libreria a Parigi di Nina George (perché quando leggo un buon libro lo dico)

Leggo tanto in questi ultimi tempi, forse a causa della mia vita poco "social",  forse a causa della mia deformazione professionale o forse, semplicemente, perché adoro farlo. Non incontro sempre letture che mi affascinano o che mi prendono particolarmente (sono di gusti difficili, ahimè!) però quando i miei occhi si soffermano su un BUON libro, devo dirlo, eh sì.

Una piccola libreria a Parigi di Nina George, di Sperling & Kupfer, che dire, un piccolo capolavoro.

Prima di tutto, l'ambientazione: Parigi. Quei pochi che mi conoscono personalmente sanno che amo Dublino fino allo sfinimento, ma sanno anche che Parigi l'adoro, la venero e la sogno quasi ogni notte. Conosco bene la città e non perché ci sia stata un paio di volte da turista, ma perché ho vissuto lì per un po' di tempo, riuscendo a conoscere una città che ai più sfugge, vivendola appieno e secondo le abitudini dei parigini, scoprendo posti e sensazioni che solo lì ho trovato e solo lì potrò trovare. Quindi capirete che forse un libro del genere possa attirare la mia attenzione già solo per questo, ma ovviamente c'è dell'altro.

Il protagonista, Jean Perdu, possiede una libreria (e anche qui cavolo, l'autrice ci ha beccato in pieno!), ma non si tratta di una libreria qualsiasi: la "Farmacia letteraria", questo il nome dell'attività, è in realtà una barca ormeggiata lungo la Senna, luogo accogliente e stimolante, in cui il proprietario classifica e consiglia libri secondo la "malattia" che sono capaci di curare. I libri, secondo Perdue, sono medicine per l'anima: per ogni problema (non fisico, ovviamente) c'è la cura giusta data da un libro. E lui, che da vent'anni manda avanti la sua attività, sa sempre come e cosa consigliare al cliente, facendogli delle domande mirate e anche alquanto originali.

Perdu vive nel ricordo di un amore finito vent'anni prima, che lo ha reso un uomo solo e incapace di andare avanti nella vita con coraggio e determinazione, chiuso in se stesso e nei libri. Ma anche se riesce a scovare una cura per i "mali" del suoi clienti, non riesce a trovarne una per se stesso.
Così decide di mollare tutto di punto in bianco, di salpare con la sua barca e di mettersi alla ricerca di qualcosa che troverà solo a viaggio terminato.

In questo viaggio incontrerà personaggi particolari e diversi da lui e fra loro, e ognuno di loro sarà in grado di trovare la sua dimensione e il suo finale, grazie al libro giusto.

Dopo una lunga ed estenuante ricerca, dopo aver visitato luoghi e conosciuto persone, dopo aver scoperto cose del suo passato, dopo aver imparato ad affrontare quello che più lo spaventava e dopo aver forse trovato il modo per ricominciare, Perdu terminerà il suo viaggio, consapevole di essere un uomo nuovo e pronto alla vita.

Cosa ho apprezzato di questo libro? I riferimenti letterari in primis, sicuramente, che mostrano una grande conoscenza dell'autrice e anche un certo gusto.
La storia, ovviamente, che non è il "solito" romanzo rosa (i mal pensanti cominciano a storcere il naso, vi vedo!), certo, si parla d'amore (in quale libro non si parla di questo?), ma non nel senso che pensate voi.
L'amore è un argomento fortemente trattato nel libro, in modi e in età diverse, totalizzante, accecante ed alienante, ma anche tenero e timido, o maturo e improvviso; non l'amore a tinte rosa e sognante che si racconta ultimamente con un po' di facilità e banalità in molti libri freschi d'uscita.
Altra cosa molto apprezzata è la diversità dei personaggi come accennavo, e la loro psicologia, che viene fuori attraverso le vicende e il rapporto di ogni personaggio con gli altri.
E poi le ambientazioni, le descrizioni dei luoghi, dei porticcioli, dei villaggi che sembrano appartenere a un'altra Francia, distante anni luce dalla caotica Parigi e dalla nevrosi cittadina; luoghi che non puoi non sognare e non desiderare di vedere.

La scrittura della George (o la traduzione, in questo caso) è fluida e coinvolgente, anche se devo dire la verità, non semplicissima. Il linguaggio è chiaro e diretto, ma denso di termini francesi e di riferimenti letterari che magari non tutti apprezzano. Inoltre, non ci troviamo di fronte a uno di quei libri che "leggi tutto d'un fiato", non perché la narrazione non prenda, ma perché è un romanzo da gustare e da capire fino in fondo, preso a piccoli sorsi e lontano dai pasti, magari in tranquillità e sotto le coperte.

Un romanzo adatto a un lettore più adulto, riflessivo e intimista, che sa prenderne il meglio e farlo suo e che magari, preso dalla curiosità, vada a cercarsi alcuni dei titoli proposti come "cura", trovando in essi qualcosa che possa fare al caso suo.
Non per tutti, dunque, ma per chi ama leggere romanzi intimisti che lasciano spunto per la riflessione.

Ok, credo di aver detto tutto, scusate se mi sono dilungata, ma talvolta per spiegare cosa si prova davanti alle pagine di un libro, bisogna capire come ci si è arrivati.

Buona lettura!
A presto,
Antonella



DESCRIZIONE LIBRO

Jean Perdu ha cinquant'anni e una libreria galleggiante ormeggiata sulla Senna, la Farmacia letteraria: per lui, infatti, ogni libro è una medicina dell'anima. Da ventun anni vive nel ricordo dell'amata Manon, arrivata a Parigi dalla Provenza e sparita all'improvviso lasciandogli soltanto una lettera, che Jean non ha mai avuto il coraggio di aprire. Ora lui vive solo in un palazzo abitato dai personaggi più vari: la portinaia che sa tutto di tutti, la pianista solitaria che improvvisa concerti al balcone per il vicinato, il giovanissimo scrittore di successo che però ora è in crisi creativa, la bella signora malinconica tradita e abbandonata dal marito fedifrago. Per ciascuno Jean Perdu trova la cura in un libro: per tutti salvo se stesso. Finché decide di mettersi in viaggio per cercare la donna della sua vita. Verso la Provenza e una nuova felicità. Un romanzo tenerissimo e pieno di speranza, con un protagonista che ha tutto lo charme di un affascinante libraio francese. Un'appassionante e indimenticabile storia d'amore nelle atmosfere incantevoli di Parigi e della Provenza. Un inno alla lettura: che non è un hobby solitario, bensì la più bella delle attività sociali. «Che cosa stai leggendo?» Nessuna conversazione inizierà in modo altrettanto promettente.

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