Thursday, 7 August 2014

Dieci piccoli respiri

Dieci piccoli respiri di K. A. Tucker - Newton Compton


TRAMA

L'amore è un biglietto di sola andata
E se fuggire via per sempre significasse trovare un nuovo amore?
Kacey Clearly ha solo vent’anni quando la sua vita va in pezzi. Un terribile incidente automobilistico le porta via i genitori, il fidanzato e la sua migliore amica. Dopo quattro anni trascorsi a casa degli zii nel Michigan, Kacey decide di fuggire via per sempre. Una notte lei e sua sorella Livie prendono un autobus per Miami e lì, nonostante le difficoltà economiche, possono finalmente ricominciare a progettare una nuova vita. Kacey però non è ancora pronta a lasciarsi alle spalle il passato e stringere nuove amicizie, neppure se a chiederglielo è l’affascinante vicino, Trent Emerson, un enigmatico ragazzo dagli ipnotici occhi blu. Eppure Trent è deciso a far breccia nel suo cuore, e presto Kacey dovrà smettere di chiudersi a riccio e arrendersi al suo amore...
Il suo cuore è stato spezzato, ma è arrivato il momento di sentirlo battere ancora.
Solo perché stai respirando non vuol dire che tu sia vivo.


RECENSIONE

Dieci piccoli respiri di K. A. Tucker è un libro che ha suscitato in me pareri ed emozioni contrastanti.
Devo dire che inizialmente ho fatto fatica a seguire la storia e a portarla avanti. L'ho trovata a tratti molto superficiale e questa è la sensazione che mi ha accompagnata per quasi tutto il libro, fino alla "scoperta".

Kacey Clearly è l'unica sopravvissuta a un incidente stradale che le ha portato via i suoi genitori, la sua migliore amica e il suo ragazzo. Vive con una zia e con suo marito e si prende cura di sua sorella Livie, ancora adolescente. Kacey cova rabbia e odio dentro di sé, non ha mai davvero affrontato il dolore per la perdita e non permette alle persone di avvicinarsi a lei. La vita con gli zii non è facile e dopo un episodio che le fa temere per l'incolumità di sua sorella, decide di fuggire via con lei e di ricostruirsi una vita a Miami.
Ma il passato e il dolore mai affrontato la perseguiteranno e lei non riuscirà a sfuggirvi, fino a quando non incontrerà Trent, un ragazzo che sembra davvero perfetto e che le fa riscoprire la gioia di sorridere.
Potrà finalmente tornare a vivere?

Respiri. Dieci piccoli respiri.
Afferrali.
Sentili.
Amali.

L'incontro tra i due ragazzi sembra un po' troppo fortuito e sbrigativo, così come il nascere dell'attrazione fra loro e qui, devo dire, un po' la storia mi ha delusa, perché la superficialità con cui viene descritto il loro incontro e la crescita del sentimento reciproco mi ha lasciata un po' perplessa. Un'attrazione nata dal nulla, senza una vera spiegazione. Lui sembra già innamorato alla follia, mentre lei spera nel sesso selvaggio, prima di convincersi che invece lui potrebbe essere la sua salvezza. Lei cerca di respingerlo, lui cerca di avvicinarsi il più possibile, quando riesce a fare breccia nel suo cuore, a fare in modo che lei si fidi di lui, sparisce, letteralmente, facendola ripiombare nello sconforto e nel dolore. 

Lui così perfetto, così tremendamente perfetto e lei così piccola, indifesa e problematica per un attimo ci fanno sognare e sperare, come in tutti i libri del genere New Adult del momento. Ma dietro alla sua sparizione c'è un motivo e la scoperta di questo motivo è dolorosa e disarmante. Anche se a un certo punto del libro avevo intuito la "scoperta" non volevo crederci, non volevo che fosse così. La caduta e la conseguente risalita sono stati trattai nuovamente con un po' di superficialità e questo ha fatto perdere un po' di punti al libro.

Il personaggio di Kacey mi ha dato ai nervi in più di un'occasione, non sono riuscita a provare empatia per lei, forse qualcosa è andato storto o forse è stata solo una mia impressione, ma non sono riuscita a legare con il personaggio fino in fondo. Ho sofferto per lei, certo, ma non abbastanza da sentire il suo dolore fino in fondo.

Trent, invece, ha suscitato in me un sentimento di tenerezza e il suo dolore mi ha commossa quasi, riuscendo a farmi capire fin dove può spingersi una persona sofferente, distrutta, annientata, pur di meritarsi il perdono a cui ambisce.

“Mi odi non è vero?
Devi odiarmi.
Non posso farci niente.
Sono guasta.”
Trent mi stringe a sé.
“Non ti odio.
Non potrei mai odiarti.
Dammi il tuo cuore, Kacey.
Prenderò tutto quello che porta con sé.”

Alla fine il perdono giunge per entrambi e in un finale che proprio un colpo di scena non è, le cose si aggiustano e il lettore può respirare. 
Dieci piccoli respiri. Meno male.

Anche il finale ha un non so che di stonato. Certo, non ne avrei voluto uno diverso - per la mia salute mentale almeno - ma c'è qualcosa che non torna, una spiegazione un po' troppo da romance per una storia che avrebbe meritato qualcosa di più.

I personaggi secondari poco caratterizzati, trattati con fretta e con particolari poco rilevanti. Le loro storie vendono raccontate in due righe, frettolosamente, anche se tutti con un passato da svelare.
Questa mia visione del libro è un po' contorta, me ne rendo conto, ma in realtà è proprio così che mi ha lasciata. Una storia che avrebbe potuto dare qualcosa di più, essere approfondita in modo diverso in punti differenti, che solo verso la metà del libro diventa più incalzante e cattura l'attenzione e che sul finale ci dà quello che vogliamo, anche se un po' contro natura, sfidando la psiche umana e il buon senso. 

Alla fine il perdono ha la meglio su tutto e l'amore, be', quello sembra sempre in grado di sistemare ogni cosa.

Non me la sento di dare un giudizio troppo basso, perché se questo libro è rimasto nella mia mente e se l'ho letto con gli occhi di fuori fino alle tre del mattino qualche motivo ci sarà.
La scrittura della Tucker è senza ombra di dubbio coinvolgente e ammaliante e ti inchioda lì fino a quando non ti sanguinano gli occhi.

E allora tre stelle e mezzo perché è un libro diverso dal solito e va premiata l'iniziativa e l'idea di base. Consiglio comunque di leggerlo, almeno per trarne le vostre conclusioni.







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