Saturday, 17 May 2014

Un editore in pausa di riflessione

Ho deciso di riprendere in mano il mio blog abbandonato a se stesso per mesi, non per noncuranza o perché non avessi voglia di metterci mano, ma perché oggettivamente non ho un minuto libero da dedicargli. Oggi però, in questo sabato in cui probabilmente mi sono alzata già con la luna storta, ho deciso di scrivere alcune considerazioni, personali e professionali, dopo la recente esperienza del Salone di Torino.

Che dire del Salone, assolutamente magnifico! Io lo adoro, in verità adoro tutte le fiere, ma Torino è qualcosa di inimmaginabile e di unico e nonostante molti editori e molti visitatori dicano il contrario, definendolo ormai alla frutta e commentandolo in modo del tutto negativo, io vi dico che per me non è così, per me è un'occasione da non perdere se vuoi fare l'Editore perché sinceramente, penso che se non ci sei non esisti, non riesci a entrare nel mondo editoriale fino in fondo.
Le fiere del settore non sono mai sicure, ovvero, non sai mai come potrà andare: a volte vendi, a volte no, ma l'importante è presentare il tuo prodotto nel miglior modo possibile, in modo che se anche in quell'occasione non dovesse andare come speri, hai comunque permesso ai tuoi titoli e ai tuoi autori di arrivare a un pubblico che forse non ti avrebbe mai preso in considerazione. Ed è questo che sono le fiere: una vetrina in cui proporsi e farsi conoscere, sperando di restare nell'immaginario collettivo di lettori o curiosi che un giorno potrebbero decidere di leggere uno dei libri pubblicati. 
Le fiere sono un investimento a fondo perduto, tali devono essere considerate, chi ci va perché spera di ripagarsi delle spese dello stand, del viaggio e di tutti gli extra parte già svantaggiato. Nulla impedisce di riuscirci, ma sarebbe bene considerarle come una campagna promozionale, la migliore che esista.

Sono soddisfatta del mio Salone, non m'importa delle insinuazioni di chi afferma che non c'era gente o che c'è la crisi e nessuno acquista più libri. Di gente ce n'era, di acquisti ne hanno fatti... la crisi c'è ovviamente e si sente, ma esiste in ogni settore, non solo nell'editoria. Forse i lettori comprano meno libri o forse preferiscono acquistare più eBook che cartacei per risparmiare, ma ben venga: l'importante è leggere. 
Non capisco perché bisogna essere forzatamente negativi e distruttivi quando si parla di grandi manifestazioni come questa, sembra che tutti vogliano per forza di cose parlarne male, forse perché è di moda, forse perché fa figo o forse perché non ci sei stato e non sai nemmeno di cosa stai parlando. Be' io ci sono stata e la mia impressione è al 100% positiva e non vedo l'ora di tornarci. Secondo voi, se non fosse così, ci saremmo stati per due anni di seguito progettando già la prossima edizione? Non è che sono stupida o masochista, no? Avrò i miei buoni motivi. Se non parlo di vendite è per buon gusto e professionalità, non per nascondere qualcosa.

E adesso veniamo alle note dolenti che mi hanno portata a una tormentata pausa di riflessione, personale, ma soprattutto professionale.
Sono stanca, eh sì, stanca e stremata dal comportamento degli autori, povere vittime sacrificali del sistema editoriale. 
Svegliatevi, tutti, non è così. 
Innanzitutto mi permetto di dire che non tutti possono fare gli scrittori, che se proprio ci tenete a scrivere per diletto o per passione, potete farlo indubbiamente e far leggere i vostri scritti a parenti e amici, non è detto che dobbiate essere pubblicati per forza da una Casa Editrice. 
Autocritica, la prima dote di un autore e umiltà, cavolo, sapete cos'è?
Dopo le recenti vicissitudini con alcuni dei miei autori, sono arrivata alla conclusione che bisogna cambiare rotta, fare delle scelte obbligate a questo punto che permettano alla Casa Editrice di lavorare serenamente e con autori non solo meritevoli e capaci, ma anche rispettosi, educati e collaborativi.

Autori che sparlano - ma quanti anni avete? - della propria casa editrice dopo che vi ha pubblicati GRATIS e che vi porta in fiera e che si sbatte per farvi arrivare in libreria e che vi promuove in ogni dove non saranno più tollerati. Se qualcosa non vi va bene, ditelo a me. Se non siete convinti di una scelta, ditelo a me. Se vi siete rotti, ditelo a me. Come potete immaginare, qualsiasi cosa detta attraverso il Web resta e si viene sempre a sapere, quindi, evitate figure imbarazzanti o negazioni fino allo stremo, la fuga di notizia c'è sempre e non fatemi perdere oltremodo la pazienza.

Autori che insinuano che il proprio libro abbia venduto di più di quanto reso noto da me. E qui le possibilità sono varie. Magari parenti e amici vi hanno detto di averlo acquistato e voi contate su quelle copie: informazione di servizio, non tutti quelli che vi dicono che acquisteranno il vostro libro lo fanno davvero. Svegliatevi. Oppure pensate che il vostro Editore vi nasconda il reale numero di copie vendute. Perché mai? Per non pagarvi i diritti? Ragionateci su un attimo, se io dico a Tizio di aver venduto 10 copie mentre in realtà ne ho vendute 50, cosa ne viene nelle mie tasche? Pochi euro in meno di diritti da pagare all'autore in cambio di cosa? Della mia faccia? Della mia professionalià? Non pensate che io per prima possa farci una magra figura a dire che non ho venduto un titolo? Pensate mi faccia piacere comunicare cifre scarse? Se un libro vende è una cosa positiva per tutti, sia per un ritorno economico, sia perché vuol dire che il lavoro sta andando nella direzione giusta, perché dovrei mentire? Un po' di senso pratico, suvvia. Ah, poi c'è la scusa che preferisco su tutte: gli Editori  son tutti truffatori e vogliono solo fregare gli autori. Oh cavolo, qui potrei partire per la tangente sul serio, meglio mordermi la lingua prima di mandare tutti a quel paese e limitarmi a dirvi solo che se non vi fidate degli Editori non ci andate, pubblicatevi da soli, così potrete mettervi in tasca tutto quello che vi pare, ma non venite a rompere le scatole a me o a qualsiasi altro Editore che lavora onestamente. Se non vi fidate, andate altrove. Qui non si gioca, questo è lavoro, non è un passatempo, andata a giocare da un'altra parte.

Autori che regalano copie dei propri libri, anche in versione digitale, senza comunicare nulla all'Editore - tanto che ci sta a fare? - durante eventi sul Web in cui il primo che mette mi piace o che lascia un commento vince un tuo libro, magari mentre l'Editore - questo truffatore, cattivo, meschino - sta cercando di promuovere il tuo libro in ogni modo. Carino, grazie da parte vostra. Ancora una volta, che ci sto a fare io?

Autori che comprano copie dal'Editore a prezzo scontato per poi rivenderle per guadagnarci qualcosa a prezzo pieno, non considerando che quei libri risulteranno sempre non venduti da parte dell'Editore e che così facendo non si aiuta la catena editoriale. Intelligenti sopra ogni cosa. C'è l'Editore per la vendita, ci sono le librerie, fisiche e online, c'è il distributore. Cosa ne facciamo di tutte queste figure? Le mandiamo a casa a fare la maglia?
Ci sono anche autori che comprano copie dall'Editore e che poi organizzano una sorta di mercatino online, in cui "offrono" copie del proprio libro a prezzo scontato, mentre l'Editore - sempre quello brutto e cattivo - lo vende a prezzo pieno, magari perché è una nuova uscita. Che dire di questi autori? Devo proprio commentare?

Autori che "pretendono" che la copertina sia come dicono loro, allora tu Editore - sempre perché sei brutto e cattivo e vuoi fregare tutti gli autori - cerchi di accontentarli, perché vuoi autori felici e soddisfatti intorno a te, ma la cosa ti si rivolta contro, perché magari la copertina scelta dallo stesso autore non va bene, non ha il risultato sperato, e allora giù di insulti, di minacce e di derisioni sul web perché asseriscono che tu abbia cambiato colore a una copertina, che il tipografo abbia fatto di testa sua o che hai fatto dei cambiamenti non contemplati. Punto primo, l'Editore ha la decisione ultima sulla copertina, quindi sarebbe anche in diritto di farlo. Punto due, ci sono dei ruoli da rispettare, tu sei l'Autore, io l'Editore, ci sarà un perché? Punto tre, non è mia abitudine cambiare particolari senza informare l'Autore, per correttezza e serietà, ma se tu affermi il contrario e pensi di andare sul web a smerdare il tuo Editore perché ha leso la tua immagine di autore - ma chi ti conosce? - allora ti scontri con un belva, perché lì non c'è nulla che tenga, ti mangio vivo.

Autori che spariscono per un anno o anche più e tu, Editore - sempre quello truffatore e cattivo - resti con un libro abbandonato, da solo a promuoverlo senza sapere neanche perché visto che l'autore se n'è lavato le mani.

Autori non collaborativi. Metti che tu Editore stai partecipando a un evento importante come il Salone di Torino e l'autore, cosa fa? Se ne frega, non partecipa, non condivide, non fa nulla. Certo, perché agli autori è tutto dovuto, loro sono gli artisti, noi Editori sempre i soliti truffatori. 
E ancora autori che pubblicano e poi basta, sono arrivati, che gl'importa del resto? Tanto ci pensa l'Editore, come se pubblicare fosse l'unica cosa importante. Non organizzano presentazioni, non si propongono, non si espongono. Nulla, non fanno assolutamente nulla, per poi lamentassi se le vendite non sono come si aspettavano o se l'Editore mette in promozione il loro libro per cercare di rilanciarlo. Non sia mai! Sacrilegio, potrebbero così guadagnare qualche euro in meno sui loro tanto attesi diritti d'autore.

Autori che sperano di diventare ricchi pubblicando i loro libri. Sveglia! Ve lo auguro, di cuore, ma siate realisti. 

Autori che ti bloccano sui Social network. E qui mi verrebbe da ridere per ore. Ma cosa credete di fare? Di farmi un torto? Mi vien solo da ridere per la vostra infantilità. Perché bloccarmi, poi? Vediamo, perché ho detto NO a una vostra pretesa, perché ho rifiutato un altro vostro lavoro, perché ho messo il vostro libro in promozione, perché… perché… perché… ci sono tanti motivi dietro un'azione talmente puerile e immatura che perderei ore a elencarli, vi dico solo che a me non frega assolutamente nulla e che mi dimostrate solo che non meritavate di essere pubblicati, meritavate di finire con un editore a pagamento.

Carissimi Autori, se esistono gli editori a pagamento è grazie a voi. Loro fanno il loro lavoro e io non dico nulla su questo, ognuno sceglie come procedere nel mondo editoriale, ma voi, che ci cascate per poi lamentarvi, ma cosa vi aspettavate? Le scorciatoie piacciono a tutti, per carità, ma davvero, fatevi due conti, fatevi un esame di coscienza, se nessuno ha scelto il vostro lavoro forse non era il lavoro adatto a una pubblicazione o forse non avete ancora trovato l'Editore che fa al caso vostro, perché se avete scritto qualcosa di buono, prima o poi troverete chi vi pubblica senza contributo e seriamente.

Vorrei infine spendere due parole sui self, sugli autori che si auto pubblicano che spopolano sul Web. Non ho nulla contro questa scelta, fate quello che vi pare, però affermare che scegliete il self publishing perché gli editori piccoli non servono a nulla, perché mirate solo alla grandi che prima o poi scaricheranno il vostro libro da Amazon e lo pubblicheranno in grande stile, remare contro tutti coloro che fanno questo lavoro, forse in modo più contenuto ma assolutamente degno, mi fa incazzare sopra ogni cosa. Ma perché non vi auto pubblicate e basta facendovi i fatti vostri? Ma perché denigrare il lavoro altrui? Anche qui, umiltà, magari, non sarebbe male.

In conclusione, ho scritto questo post dettato dalla mia frustrazione, dalla mia insoddisfazione e dalla mia, se permettete, rabbia. Con autori così il mio lavoro diventa nullo ed è per questo che ho preso le mie decisioni, mettendo fuori catalogo alcuni titoli della Casa Editrice per gravi inadempienze contrattuali da parte degli autori. Titoli che andranno a scomparire entro la fine dell'anno, che verranno proposti a prezzo ridotto e che usciranno definitivamente di scena da gennaio 2015. Perché la pazienza è finita, perché non sono stupida, perché sono qui a lavorare per loro ogni giorno secondo le mie possibilità, perché non m'importa di quello che poi andranno a dire in giro sul mio conto, perché è ora di lavorare solo con chi veramente merita, che poi è la cosa che mi fa andare avanti.
Amo questo lavoro, è la mia vita e non vi rinuncerei per niente al mondo e voi, autori irrispettosi, maleducati, che m'insultate privatamente e pubblicamente, non meritate il mio tempo. 
La Casa Editrice va avanti, con la stessa convinzione e la stessa passione e non saranno certo quattro autori immeritevoli a fermare né me né il lavoro dei miei collaboratori, esasperati almeno quanto la sottoscritta.

Chi mi conosce personalmente sa benissimo che non è da me scrivere certe cose e mettere in piazza ciò che accade, ma se lo sto facendo adesso è proprio perché vengo da un'esperienza stressante, snervante e stancante, in cui ho capito chi c'è davvero e chi invece sta giocando. Ripeto, qui non si gioca, questo è il mio lavoro. Per il resto, se non vi va bene o se pensate che sia una pazza squilibrata, v'invito gentilmente ad accomodarvi fuori.
È tutto.
Grazie, 
Antonella



4 comments:

  1. Buonasera D.ssa Senese, sono Daniele Cutali e mi sono presentato a Lei al Salone del Libro, omaggiandola di una copia della mia antologia intitolata "Come Vivere Su Un'Isola Vicino Alla Luna". Il suo è uno sfogo che condivido in tutte le sue parti, anch'io non sopporto le persone supponenti, aggressive e boriose. Talvolta, a causa della mia troppa educazione, del mio troppo rispetto verso il prossimo, ho preso un sacco di bastonate. Spero che la sua rabbia passi presto e che continui a fare il suo lavoro. Che è una delle cose più belle del mondo. Grazie e a presto.

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  2. Antonella, non e' mia prassi, commentare questo tipo di post ma, si evince da questo tuo sfogo una situazione alquanto ostica e sicuramente deleteria. Mi spiace davvero tanto di leggere questo e da te per giunta. Quello che ti posso dire e con umiltà consigliare e' di continuare a dare del tuo meglio e di contare sui tuoi autori di fiducia. Hai fatto un ottimo lavoro fino ad ora e meriti il massimo supporto. Non mollare Antonella e continua a regalare sogni a chi ancora crede in te e in quello che fai. Andrea

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  3. Antonella: parole sante! è stato bello incontrarti al Salone e confrontarci sulle reciproche esperienze. La tua convinzione ci ha rafforzate nelle nostre determinazioni. Sei stata fin troppo paziente, noi ed io in particolare non avrei aspettato tanto e non avrei dato lo stesso numero di possibilità che invece hai offerto tu! Un saluto da Edizioni6pollici!

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