Come ormai saprete ho una piccola casa editrice: piccola forse è dire ancora troppo, ma è mia, proprio mia, creata dal nulla, indipendente, non legata a nessun marchio o nessun gruppo.
Inoltre è GRATUITA.
Sì, avete capito bene, gratuita, nel senso che nessun autore deve pagare per essere pubblicato né è costretto ad acquistare copie del suo libro.
Sono pazza? Indubbiamente non ci sono tutta, però a me piaceva così.
La Libro Aperto Edizioni è nata da un progetto ambizioso ma ben studiato, organizzato nel tempo e pensato negli anni, anni di solitudine forse e di paura.
Paura di cosa? Di me, della mia ombra, dei miei pensieri. Di tutto.
Ho fatto tante cose, ho girato un po' per l'Europa, cambiato tanti lavori. Ho provato a intraprendere diverse strade ma nulla mi ha dato mai soddisfazione, in niente riuscivo a trasmettere la mia passione.
Poi è arrivata un'idea, che pian piano ha preso quota fino a diventare un progetto concreto, realizzabile, attuabile.
E ora eccomi qui.
Sono uscita poco a poco dalla buca in cui mi ero rifugiata per nascondermi da tutto e da tutti.
Ho prima tirato fuori la testa, fino al naso, per cominciare a respirare aria nuova, pulita, leggera.
Poi è venuta fuori anche la bocca e ho cominciato a tramutare alcuni pensieri in frasi articolate e udibili all'orecchio umano.
Sono fuori per metà.
Mi sono seduta sull'orlo della buca e guardo fuori, con occhi vigili ma curiosi, cerco nuove idee, assaporo i primi risultati e cerco nuovi stimoli.
Ho sempre paura dei miei pensieri, ma qualche volta li lascio andare, permettendo loro di farsi un giro.
Non ho un grande successo, non sono ricca e famosa e i libri della casa editrice sono ancora pressoché sconosciuti, come i miei autori. Ma ci sono, ci siamo e andiamo avanti, fiduciosi e a testa alta. E a me questo basta e mi rende orgogliosa di me come non lo sono mai stata.
Qualcuno una volta mi ha detto che nella vita non avrei fatto mai nulla, che non valevo niente e che oltre a essere donna ero anche poco intelligente e stupida. Mi reputava una ragazza "difficile", di quelle da lasciare a loro stesse.
E tutto questo solo perché non avevo ancora capito chi fossi.
Be', non so se quel qualcuno ora può vedermi, non so se si ricorda di me - probabilmente no - ma io mi ricordo di lui, della sua arroganza, della sua smania di denigrare gli altri e del suo intento - fallito - di farmi sentire una nullità.
Carissimo stronzo, sono andata avanti nonostante gli stronzi come te.
Ho fatto tutto quello che tu dicevi che non avrei mai potuto fare e ora eccomi qui, con il mio progetto, la mia passione e il mio entusiasmo sempre vivi, che ogni giorno mi spronano ad andare avanti e fare sempre meglio, proprio per dimostrare agli stronzi come te che tutti possono farcela, se davvero lo desiderano e se s'impegnano in ogni modo possibile.
E in questi giorni, in cui sto organizzando la partecipazione della mia - e dico mia - casa editrice al Salone del Libro di Torino; in questi giorni di grande fermento ed entusiasmo; in questi giorni di ansia e voglia di fare; in questi giorni mi è capitato di ripensare a te e stamattina mi sono alzata con la convinzione di scrivere questo post, andando per un attimo contro la mia abitudine radicata di tenere per me quello che mi riguarda.
Oggi sentivo il bisogno di scrivere che ci hai provato, ma che sei stato tu a fallire, non io.
Qualcuno una volta mi ha detto "Non andrai mai da nessuna parte"... be', per ora si va a Torino, poi vedremo!

Complimenti. Brava.
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